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Gilda
Sotto la punta più settentrionale dell'Istria, Capo Salvore (Rt Savudrija), giace Gilda, un piroscafo da carico che urtando una mina subacquea, si spezzò in due. Dato che questo sito si trova in mare aperto, l’immersione viene effettuata “nel blu”, con l’ausilio della fune dell’ancora o quella della boa legata al relitto. È indispensabile fare attenzione, specialmente durante la risalita. Una guida esperta farà di quest’esperienza, e del contatto col mondo sottomarino, un evento indimenticabile.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Coriolanus
A sud di Cittanova (Novigrad), ad una profondità da 11 a 25 m, è stata affondata una nave da guerra della Marina reale britannica, classe Shakespeare, la Coriolanus, un cacciamine che fu proprio affondato da una mina. Alimentata da una macchina a vapore, destinata e idonea alla navigazione in condizioni di tempo sfavorevoli, con una massa di addirittura 554 tonnellate, era provvista di cannoni antiaerei e 30 siluri antisottomarino. Fu varata nel 1940 e faceva parte di una flotta di 12 navi.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Numidia
La datazione del relitto della Numidia risale ai tempi della II guerra mondiale, ed è una delle maggiori navi nel Mare Adriatico. Con i suoi incredibili 120 m di lunghezza, rappresenta una vera sfida per tutti i subacquei esperti. La profondità fra 33 e 40 m richiede una grossa esperienza nella pianificazione dell'immersione. Dipendentemente dalla corrente dell'acqua la visibilità di questo relitto può variare e soltanto pochi fortunati hanno la possibilità di vederlo.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Luana (Dormio)
Luana è una nave commerciale affondata nel corso della II guerra mondiale, nel 1943. Durante il suo tragitto regolare, sbatté contro una mina e perciò oggi desta particolare interesse fra numerosi subacquei. I suoi resti riposano sul fondale marino, in posizione regolare, mentre le deboli correnti marine ed una gran quantità di pesci, le fanno sempre compagnia. Soltanto i subacquei esperti possono entrare nella nave che, a dispetto delle sventure subite, giace fiera, ben conservata e completa.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Vis (ex Renteria)
Inizialmente denominato Renteria nel 1921 fu costruito il piroscafo da carico Vis. Nel 1946 salpò da Fiume verso Arsia per caricare del carbone. Siccome al centro dello stretto di Vela vrata non erano stati ancora rimossi i campi minati, al capitano fu ordinato di tenersi il più possibile vicino alla costa istriana, ma a poca distanza da Capo Mašnjak, al'entrata nel golfo di Fianona (Plomin), la nave fu scossa da una spaventosa esplosione. I naufraghi furono salvati da una barca a vela a motore.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Lina (ex Ville de Natur, ex Nueva Estramandura)
Il piroscafo di ferro fu costruito in Gran Bretagna nel 1879, ai tempi in cui i piroscafi di ferro presero già il sopravvento sui velieri. Navigava per tutto il Mediterraneo, fino all'Europa settentrionale, trasportando olio e vino dalla Puglia e al ritorno portando carbone da Cardiff. Nella notte del 14 gennaio 1914, a causa della fitta nebbia, l'equipaggio perse l'orientamento mentre stava attraversando il canale di Vela vrata. Un forte maltempo scagliò la nave sulla costa, a poca distanza da isola di Cres.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Argo (ex HMS Flint, ex Royal Navy Isle Class Trawler)
Nel 1948 Argo stava navigando da Venezia verso Fiume con un carico di pomodori. Urtò contro una mina rimasta lì dalla seconda guerra mondiale; una forte esplosione spezzò in due parti la nave subito dietro il ponte di comando. La prua dista una cinquantina di metri dalla poppa. Entrambe le metà giacciono diritte, leggermente affondate nella melma. Fra la prua e la poppa si possono vedere i resti sparsi della nave e dell'equipaggiamento. Entrambe le ancore sono ancora ai loro posti.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Sottomarino
Verso la fine della II guerra mondiale, nel mare aperto, di fronte alla spiaggia polese di Stoia, i Tedeschi affondarono uno dei sette sottomarini appartenenti alla loro flotta. Il sottomarino è incompleto: è stata trovata soltanto la poppa che è aperta, e qui sono ancora visibili i resti del materiale militare e le aperture dell'aria. Grazie alla vicinanza della costa, è possibile immergersi anche in condizioni atmosferiche sfavorevoli.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Remorker
Affondato negli anni Sessanta dello scorso secolo, era destinato ad aiutare le manovre in porto, delle navi più grandi. Per le dimensioni relativamente piccole, non è possibile entrarvi e l'immersione si svolge esclusivamente al suo esterno. Il maggiore interesse è dato dai pesci che abitano in questo piccolo - ma per la ricchezza delle varietà ittiche molto interessante – relitto, idoneo ai sub principianti che hanno appena acquisito le tecniche d'immersione sui relitti e a maggiori profondità.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Varese
Il piroscafo commerciale italiano Varese s'inabissò nel 1915 mentre stava trasportando il carico da Trieste a Tunisi. Causa il maltempo che all'epoca colpì tutto l'Adriatico, il capitano decise di rifugiarsi nel porto di Pola; dirigendosi verso la città, urtò una mina che distrusse la prua, affondando la nave nel luogo dove tuttora si trova.Nel corso dell'immersione, si può entrare nel relitto che è abbastanza largo e sicuro in tutta la sua lunghezza.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |