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Gilda
Sotto la punta più settentrionale dell'Istria, Capo Salvore (Rt Savudrija), giace Gilda, un piroscafo da carico che urtando una mina subacquea, si spezzò in due. Dato che questo sito si trova in mare aperto, l’immersione viene effettuata “nel blu”, con l’ausilio della fune dell’ancora o quella della boa legata al relitto. È indispensabile fare attenzione, specialmente durante la risalita. Una guida esperta farà di quest’esperienza, e del contatto col mondo sottomarino, un evento indimenticabile.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Coriolanus
A sud di Cittanova (Novigrad), ad una profondità da 11 a 25 m, è stata affondata una nave da guerra della Marina reale britannica, classe Shakespeare, la Coriolanus, un cacciamine che fu proprio affondato da una mina. Alimentata da una macchina a vapore, destinata e idonea alla navigazione in condizioni di tempo sfavorevoli, con una massa di addirittura 554 tonnellate, era provvista di cannoni antiaerei e 30 siluri antisottomarino. Fu varata nel 1940 e faceva parte di una flotta di 12 navi.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Numidia
La datazione del relitto della Numidia risale ai tempi della II guerra mondiale, ed è una delle maggiori navi nel Mare Adriatico. Con i suoi incredibili 120 m di lunghezza, rappresenta una vera sfida per tutti i subacquei esperti. La profondità fra 33 e 40 m richiede una grossa esperienza nella pianificazione dell'immersione. Dipendentemente dalla corrente dell'acqua la visibilità di questo relitto può variare e soltanto pochi fortunati hanno la possibilità di vederlo.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Romagna
Le cattive condizioni atmosferiche nel novembre del 1912, furono fatali per il destino della Romagna, una nave da carico affondata nei pressi di Rovigno. Quella fu l'ultima volta in cui essa salpò, trasportando cereali da Ravenna verso Trieste. Oggi giace ad una profondità di 40 m, mentre la sua lunghezza di 60 m, quasi completamente ricoperta dai brandelli di reti da pesca, offre uno spettacolo quasi spettrale. È possibile vederla soltanto a condizione che la visibilità sia ottima.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Giuseppe Dezza
Il cacciamine italiano fu costruito nel 1913 e affondato nel 1944. Fino al 1929 portava il nome di „Pilade Bronzetti“. Fu affondato da un aereo inglese che lo scorse durante un volo di ricognizione. La torpedine spezzò la nave a metà e quindi la prua e la poppa si trovano a una cinquantina di metri di distanza. La parte più interessante per i sommozzatori è la poppa. Giuseppe Dezza giace sul fondale marino, in posizione regolare, con ben visibile il cannone di poppa e l'equipaggiamento militare conservato, fermo in un tempo perduto.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Maona
A poca distanza dal faro di S. Giovanni (Sv. Ivan), al largo da Rovigno, ad una profondità di 30-35 m si trova Maona, una piccola nave da carico che con la sua lunghezza di 40 m offre un'immersione relativamente semplice per i subacquei, in condizioni di buona visibilità. Sul fondale dove poggia la poppa della nave, si possono vedere numerosi astici e scorfani. Come tutte le pareti artificiali, attira un grosso numero di pesce minuto e data la sua vicinanza alla costa, viene visitata volentieri nel periodo estivo.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Baron Gautsch
La nave passeggeri austriaca, costruita nel 1908 affondò nel 1914 a causa di una mina. Trasportava i membri delle famiglie degli ufficiali austriaci sulla rotta che portava dalle Bocche di Cattaro a Lussinpiccolo e a Trieste. Nel desiderio di accorciare i tempi di navigazione, la nave tentò di attraversare un campo minato a 9 miglia nautiche da Rovigno, perché sembra che questo tragitto fosse stato attraversato subito prima, da una nave commerciale. La nave urtò una mina con la parte centrale del suo fianco sinistro e s'inabissò in pochi minuti. L'immersione è possibile soltanto tramite i centri d'immersione che possiedono un'autorizzazione particolare del Ministero della cultura della Repubblica di Croazia. Per motivi di sicurezza è permesso entrare nella nave soltanto attraverso i primi due ponti.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Marija
Era una nave a vela con l'albero in metallo; s'inabbissò negli anni Cinquanta dello scorso secolo. Oggi si possono scorgere le ordinate, parte del rivestimento esterno, la deriva mobile e l'albero. Parte dell'imbarcazione è ricoperta da brandelli di reti da pesca e l'intero relitto ha le sembianze di una nave pirata. La nave abbonda di varie specie di pesce che arricchiscono l'esperienza di chi s'immerge.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Hans Schmidt
Questo relitto fu per molto tempo chiamato „Istra“ perché il vero nome della nave era ignoto. Fu fabbricata nel 1920 in Olanda (era denominata Albireo), e porta il nome del suo ultimo proprietario della Germania. Questo piroscafo da carico fu spaccato a metà il 23 gennaio 1943, dall'esplosione causata da una mina subacquea, mentre nel suo ultimo viaggio trasportava armi e munizioni.Il relitto sul fondale marino è diviso in due parti: la prua dalla lunghezza di 10 metri e dopo una decina di metri, la parte rimanente. Il tipo particolare d'ancora, ormai fuori produzione da oltre cent'anni, rappresenta una vera e propria curiosità e dà un significato storico al relitto.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |