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Sottomarino
Verso la fine della II guerra mondiale, nel mare aperto, di fronte alla spiaggia polese di Stoia, i Tedeschi affondarono uno dei sette sottomarini appartenenti alla loro flotta. Il sottomarino è incompleto: è stata trovata soltanto la poppa che è aperta, e qui sono ancora visibili i resti del materiale militare e le aperture dell'aria. Grazie alla vicinanza della costa, è possibile immergersi anche in condizioni atmosferiche sfavorevoli.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Remorker
Affondato negli anni Sessanta dello scorso secolo, era destinato ad aiutare le manovre in porto, delle navi più grandi. Per le dimensioni relativamente piccole, non è possibile entrarvi e l'immersione si svolge esclusivamente al suo esterno. Il maggiore interesse è dato dai pesci che abitano in questo piccolo - ma per la ricchezza delle varietà ittiche molto interessante – relitto, idoneo ai sub principianti che hanno appena acquisito le tecniche d'immersione sui relitti e a maggiori profondità.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Varese
Il piroscafo commerciale italiano Varese s'inabissò nel 1915 mentre stava trasportando il carico da Trieste a Tunisi. Causa il maltempo che all'epoca colpì tutto l'Adriatico, il capitano decise di rifugiarsi nel porto di Pola; dirigendosi verso la città, urtò una mina che distrusse la prua, affondando la nave nel luogo dove tuttora si trova.Nel corso dell'immersione, si può entrare nel relitto che è abbastanza largo e sicuro in tutta la sua lunghezza.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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John Gilmore
Questo piroscafo commerciale dal nome ignoto, nel corso della storia cambiò varie volte proprietario e bandiera e quindi non si può stabilire con sicurezza quale fosse stato il suo ultimo nome. Si ritiene fosse stata una delle prime navi affondate sul territorio istriano all'inizio della I guerra mondiale.Secondo i dati, la nave fu costriuta in un cantiere inglese e fornita di motori J. Gilmore, dai quali ricevette anche il nome. È possibile accedere all'interno ben conservato dell'imbarcazione.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Josephine
Il piroscafo da carico di proprietà della Marina mercantile Austroungarica fu costruito nel 1864. Affondò una cinquantina d'anni più tardi, urtando una mina sul tragitto per Trieste. Dalla potenza dell'esplosione, la prua si separò dal resto dello scafo che giace a grande distanza dal resto della nave. I resti della nave si trovano in posizione regolare ed è possibile entrare in alcune parti. Una piccola quantità di reti da pesca che si trovano sul relitto, arricchiscono l'effetto e non rappresentano alcun pericolo.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Draga
Draga era una nave da lavoro per l'estrazione di sabbia dal fondale marino. Affondò negli anni Sessanta dello scorso secolo per il sovraccarico che causò il cedimento della prua e l'infiltrazione dell'acqua. Questo relitto è straordinariamente ricco di pesce: fra gli abitanti fissi quelli più frequenti sono: gronghi, scorfani, astici, granchi e gatti di mare. Attorno ai resti della nave c'è un ricco mondo animale e vegetale.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |
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Flamingo
La nave italiana Flamingo era, prima d'inabissarsi, armata di due torpedini di prua. Fu costruita nel lontano 1889 e affondata nel 1914, urtando la propria mina. Il capitano J.O. Krieg riuscì a mandare un segnale di luce come richiesta d'aiuto e a calare la scialuppa di salvataggo. A causa della forte bora e delle grosse onde, anche la scialuppa fu presto distrutta e l'equipaggio dovette combattere con il mare e le intemperie. Oggi la Flamingo giace nel silenzio del fondale marino, ed a visitarlo fedelmente, olre ai sommozzatori, una moltitudine di pesci e granchi.
testo: Željko Kamerla in collaborazione con il centro immersioni dell'Istria |